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giovedì 11 novembre 2010

Divorare con gli occhi_ à dévorer avec les yeux

Appétence

Martedì 9, h10, galleria Fraich'attitude, (un indirizzo che da mesi avevo appuntato in agenda). In occasione del Festival Internazionale di Fotografia Culinaria -fino a domenica a Parigi- al ricco programma di lezioni di cucina di questa cucina/atelier si è aggiunto anche qualche appuntamento dedicato esclusivamente alla fotografia… e potevo farmelo sfuggire?
Pierre-François Couderc è risultato vincitore del premio del pubblico al Festival dell'anno scorso, a Grenoble lavora come fotografo da circa 30 anni e quando parla di luce, appetenza dell'immagine, comunicazione gastronomica, la passione traspare da ogni parola, pur conservando un incredibile semplicità ed apertura alle critiche.

domenica 21 marzo 2010

SGG (Segnalazioni Golose Genovesi) #3_Mercatino del venerdì


Questa cosa del ritardo sta diventando cronica, avrei bisogno anche io del coniglio, come Alice, che mi ricordi battendo il piede che "E' tardi è tardi è tardi!" Queste foto hanno più di una settimana, per dire. Per non parlare del post su Barcellona che programmo da una settimana... vabbè, prima di scappare a Bologna lancio una nuova segnalazione a tutti i genovesi e non.

La settimana scorsa, appunto, è stato inaugurato il mercatino dei prodotti agricoli, su iniziativa del Comune e della Coldiretti, che si terrà ogni settimana in zona Acquario per promuovere la filiera corta e la riscoperta delle varietà "locali" di ortaggi e frutta. Non ancora numerosissimi, i banchi erano però molto invitanti (i pesci della foto non c'entrano, ma dato che dall'altro lato del molo erano in arrivo alcuni pescatori... ci stavano bene anche loro) e soprattutto i prezzi non da gioielleria. Per adesso c'erano formaggi, latte crudo nel distributore, miele, basilico, pesto, fiori e piante aromatiche, ortaggi e frutta provenienti da liguria e basso piemonte. Poi, visto il passaggio di turisti ed anche di residenti (io abito a dieci minuti :), credo che per una volta la location sia stata ben scelta.

Mercatino dei prodotti agricoli
Calata Vignoso (accanto al Galata Museo del Mare)
tutti i venerdì dalle 9 alle 18

martedì 21 aprile 2009

Di pesci lenti, stoccafissi e allevamenti


Un bel weekendino pieno, non c'è che dire! Ho fatto per la prima volta la mia incursione a Slowfish. Considerando che non sono mai stata al Salone del Gusto torinese, già girare per stand e poter confrontare, scoprire ed assaggiare prodotti mi sembra fantastico come per una scolaretta in gita! Unica nota di demerito: a parte i molti operatori del settore (giornalisti, chef, appassionati ecc) mi sembra sempre che per molta parte del "grande pubblico" questi saloni si traducano un po' in "andiamo a magnà". L'intento primario di questo evento è certamente migliorare la consapevolezza dei consumatori per tutto ciò che riguarda il mercato ittico, ma allora perché sento gente che mi dice: "Sì bello però l'anno scorso c'era più roba da assaggiare" ?!? 

Mi sembra utilissimo che le scolaresche vengano in contatto con realtà come queste, però per gli adulti frequentatori di mercati (come me), oltre alle conferenze tematiche ed alle spiegazioni di qualche produttore agli stand, resta solo l'opuscoletto "Mangiamoli giusti" che ho trovato (e dovuto richiedere) alle casse. Densissimo di informazioni, certamente. 

Slowfish, Genoa

Non avevo la minima idea (chissà perchè nel nostro immaginario gli unici pesci carnivori sono gli squali!) che per produrre 1 Kg di salmone allevato, in alcune zone del mondo venissero pescati 5 Kg di pesce, usato come foraggio! O che le scorie dello stesso allevamento intensivo inquinassero le acque al pari di una piccola città. Però poi dando una scorsa ai menù dei ristoranti delle nostre città, alzi la mano chi non trova almeno un tonno, salmone, pesce spada! Basta guardare al dilagare della sushi-mania...Come non avevo idea che, sui banchi del pesce, i numerini sulle targhette indicano la provenienza del pescato: il nostro "numero magico" (mar Mediterraneo) è il 37. 
Altre buone scoperte, gli allevamenti (questi sì) certificati e controllati da cui si ottengono buone trote (Apiam, Piemonte) oppure orate e branzini. Mi sono letteralmente caricata di depliant.
Iniziativa strameritevole (e godereccia) i Panini d'aMare, rilancio di uno "street food" di casa nostra decisamente sano: quella cosa dal nome spaventoso, brandacujùn, altro non è che una purea di patate, baccalà, olio, prezzemolo, olio ed aglio. E pure essendo ligure, mea culpa non la conoscevo. Ed il pane scuro di cui si scorge un pezzetto a sinistra (Marocca di Casola, Lunigiana, scoperto tra i presidi Slowfood sul libretto dedicato)...un aroma tendenzialmente dolce di castagna che, sorpresa, contrasta bene con la bottarga di muggine (tanto per essere campanilisti, il resto del pane era di Triora!)
L'ultima foto mi ha davvero fatto sorridere :)