Riprendo a battere sulla tastiera, mentre distrattamente lancio occhiate ai tetti imbiancati fuori dalla finestra. Da ieri pomeriggio la neve ha fatto sul serio, trasformando i marciapiedi in percorsi di guerra e la camminata parigina (la cui velocità media di falcata potrebbe battere ogni record) in ridicoli passetti da burattini per evitare rovinose cadute -giusto un appunto, ma spazzare un pochino le strade no?-
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giovedì 9 dicembre 2010
giovedì 29 ottobre 2009
Voci di blogger in insalata
In questi ultimi giorni si è ripetuto, purtroppo, il triste evento della scopiazzatura-ricette e foto-da-blog; da parte di noti volti televisivi e persino di quotidiani che giudicavo seri ed autorevoli... incredibile ma vero! Per fortuna, apprendo stamattina, nel caso di Paola la foto trafugata sarà rimborsata. Ma tutti gli altri casi, molti dei quali probabilmente ancora ignoti ai "derubati"?
Riflettevo sul problema anche in senso più generale: lavorando in prima persona da illustratrice ne ho già viste di cotte e di crude, nell'ambito dell'editoria e della grafica. Ma non sarà che la tanto lamentata staticità del panorama artistico e "creativo" italiano è dovuta al fatto che le belle immagini e le belle idee sono considerate tanto quanto il prosciutto dal salumiere, vale a dire un tanto al chilo? Spesso ho fatto i conti con clienti che pur di essere sicuri che "il prodotto venda" sono terrorizzati anche da una minima proposta o variazione di stile da parte dell'autore, che in questo modo diventa una sorta di macchina automatizzata per la produzione di idee.
Nessuno è disposto ad investire e rischiare in progetti originali, innovativi e freschi (salvo rare eccezioni). Ed il colmo dei colmi qual'è? Quando l'idea originale ed innovativa viene proposta all'estero, piace e viene apprezzata dal pubblico, solo allora l'editore italiano si attrezza in fretta e furia per riproporla anche qui. Stesso discorso per i blog: ci sono tonnellate di belle foto, appassionati che dedicano il loro tempo ad imparare e sperimentare ai fornelli, in poche parole cervelli liberamente pensanti che da soli producono opere intellettuali di valore. E potrebbero in un lampo dare vitalità al panorama anche editoriale culinario, se qualcuno ne riconoscesse i meriti. Oppure semplicemente se questo qualcuno avesse la civiltà di chiedere prima di prendere, come ci insegnavano da bambini con la roba degli altri. Ma è più facile googlare e copiare, in effetti. Sì sì, molto più veloce e facile.
Si nota che sono arrabbiata? O meglio, delusa? Per calmarmi mi farò un'insalata..
Insalata di finocchi, castagne e panissa croccante
farina di ceci 250g
acqua 1litro
farina di mais non troppo fine
sale
uova 1
olio
finocchi
castagne lessate e pelate
Preparare la panissa facendo cadere a pioggia la farina di ceci setacciata nell'acqua bollente salata, fuori dal fuoco. Mescolare con una frusta e rimettere su fuoco dolce. Cuocere come una polenta, ovvero mescolando continuamente per circa mezz'ora (il movimento faticoso del braccio aiuta anch'esso a sbollire la tensione di cui sopra :) Versare il composto alto 1-2 cm in una teglia unta d'olio, livellare e far raffreddare completamente in frigo. Tagliare poi la panissa a dadi, da passare nell'uovo sbattuto e nella farina di mais. A parte, tagliare il finocchio a lamelle e condirlo con sale, pepe, olio e limone. Aggiungere le castagne sbriciolate, in quantità a piacere. Rosolare nell'olio, in padella, i dadi di panissa panata e servirli caldi sull'insalata.
La panissa avanzata, cugina delle panelle palermitane, si può servire al naturale oppure fritta a bastoncini.
lunedì 14 settembre 2009
La bufala versione stramba
Questo è il genere di cose che preparo per me di solito, veloci, sfiziosette, a volte frutto di combinazioni improvvisate ed a volte esperimenti ormai consolidati. Per esempio, cosa fare con una splendida mozzarella di bufala fresca di caseificio, portata da un'amica dritta da Palinuro? Si, ok. la classica caprese coi pomodori, buonissima ma... non sia mai che in casa mia si ripeta lo stesso piatto per due giorni di seguito ;)
Poi, troppi fichi neri comprati al mercato che rischiavano di rovinarsi, zucchine chiare estive. Se il classico abbinamento dei fichi è con formaggi stagionati (ma io li adoro anche con la ricotta ed un goccino di miele), mi son detta...e pourquoi pas, avec la bufalà?
E' talmente semplice che la spiegazione sembra superflua: saltare tre zucchine tenere tagliate sottili in padella con un filo d'olio, non più di 5 minuti. Salarle, peparle e lasciarle raffreddare. Nella stessa padella aggiungere due cucchiaini di zucchero di canna e un cucchiaino di succo di limone, farvi brevementee caramellare 2 fichi puliti e tagliati in spicchi (questo passaggio si può omettere se i fichi sono già molto dolci e maturi). Una volta che tutto si è raffreddato aggiungere la bufala tagliata a fettine cicciotte, pepe nero ed un filino d'olio. Due fettine di pane magari bruschettato e... c'est tout!
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